...Scegliere di costruire un laboratorio musicale è una scommessa al buio poiché investire sul linguaggio, qualunque esso sia, comporta l’enorme incertezza dell’interpretazione personale." Questa incertezza si crea quando più soggetti provano a ricercare un vocabolario comune coscienti che le sfumature saranno dominanti e determinanti; questi soggetti scelgono di utilizzare un linguaggio sonoro che, sicuramente, si riferisce all’ingegno intellettuale ma si rivolge fortemente al gusto, alle passioni, alle “pulsioni della pancia” rischiando di fraintendersi e non comprendersi. Ma quest’incertezza, quest’ansia, questo salto nella commistione e nella sperimentazione, come anche la prodotta “confusione”, creano la pulsione necessaria alla genesi e all’ascolto. Il desiderio costruisce contaminazioni e solidifica legami impensabili costituendo l’elemento primario dell’innovazione e del voler fare, ascoltare e vivere la musica, la realizzazione di un desiderio collettivo. La nostra volontà di dare vita ad uno dei sogni di Renato. Uno spazio fisico nel quale realizzare un intreccio di espressioni musicali differenti, nell’intento di costruire un meticciato culturale che faccia convivere e mescolare generi differenti in una condizione generale di condivisione, inclusione e riappropriazione.


